La mostra
We Rise by Lifting Others, concepita prima di tutto come un’esperienza collettiva, si articola in una monumentale luminaria e in una serie di arazzi che intrecciano immagini e testi nati dall’esperienza dei laboratori con le famiglie, segnando insieme una nuova fase nella ricerca dell’artista e ampliandone il vocabolario formale nel dialogo tra luce, parola e tessile.
Luminaria: una nuova estetica
Con questo progetto, Marinella Senatore presenta per la prima volta una nuova estetica di luminaria, uno degli elementi identitari della sua produzione. La forma richiama i candelieri barocchi e i catafalchi effimeri delle grandi celebrazioni tra Sei e Settecento: architetture temporanee concepite per dare corpo a emozioni collettive e valori condivisi. Al tempo stesso, evoca le luminarie delle feste patronali del Sud Italia, simboli di comunità, appartenenza e rinascita. Alta circa quattro metri, l’imponente scultura di luce è concepita come opera corale, in cui il gesto dell’artista si intreccia con le parole, le frasi e i pensieri emersi durante i laboratori. La luce diventa così materia relazionale, una trama che accoglie voci e vissuti, dando vita a un monumento alla dignità personale e collettiva.
Gli arazzi
Il progetto si sviluppa inoltre attraverso l’esposizione di sei arazzi in dialogo con la luminaria.
Come negli antichi stendardi, ogni arazzo diventa spazio di racconto e memoria: il paesaggio, inteso come ambiente relazionale, accoglie figure umane stilizzate e frasi ricamate emerse dai laboratori, desideri, progetti e sogni, riflessioni sul potenziale. In continuità con la luminaria, anche i tessili restituiscono una narrazione collettiva, in cui l’io si apre al noi e la vulnerabilità si trasforma in possibilità condivisa.
Gli arazzi sono stati ricamati in India dalla Chanakya School of Craft di Mumbai, conosciuta a livello internazionale per l’eccellenza della manifattura e per l’impegno nella valorizzazione del patrimonio artigianale, scelta dall’artista per una profonda affinità valoriale: la scuola ha infatti trasformato il ricamo, tradizionalmente prerogativa maschile in India, in uno strumento di emancipazione femminile, promuovendo, attraverso la formazione professionale, una visione più equa e inclusiva della società.