Il processo di co-creazione

Partita da Varsavia nel dicembre 2025 presso Ta Szansa (“Questa opportunità”), una ONG che promuove programmi volti a favorire una genitorialità positiva per le famiglie con bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, l’iniziativa è proseguita a gennaio a Mestre con l’Istituto Casa Famiglia San Pio X, un’organizzazione che accoglie mamme e bambini in condizioni di vulnerabilità, e a Palermo con il Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini, un’organizzazione impegnata a garantire pari opportunità a tutti i bambini fin dalla nascita. Attraverso la scrittura, la narrazione e il movimento fisico, l’artista ha creato spazi di condivisione, offrendo ai genitori momenti di qualità da trascorrere con i propri figli e proponendo loro un’esperienza trasformativa, grazie alla quale hanno potuto immaginare nuovi modi di relazionarsi con i propri figli, con un impatto positivo sui più piccoli.

29, 30 e 31 gennaio 2026

Palermo, Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini

“A Palermo, con il Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini, il lavoro si è intrecciato profondamente con il contesto, portando al centro il tema dell’identità e della memoria. Insieme, abbiamo creato uno spazio in cui le storie individuali potessero entrare in risonanza tra loro, costruendo una narrazione collettiva”.

21 dicembre 2025 e 11 gennaio 2026

Mestre, Casa Famiglia San Pio X

“A Mestre, con la Casa Famiglia San Pio X, invece, il progetto si è sviluppato attorno alla dimensione della cura, intesa come pratica. L’attenzione si è concentrata sulla qualità delle relazioni e sul tempo condiviso, facendo dell’esperienza artistica uno spazio di fiducia e ascolto reciproco”.

9 e 10 dicembre 2025

Varsavia, Ta Szansa

“A Varsavia con la ONG Ta Szansa ho lavorato su un dispositivo molto semplice ma, per me essenziale: creare le condizioni perché qualcosa possa accadere tra le persone. Attraverso pratiche narrative, dai gesti alla scrittura, si è costruito uno spazio in cui genitori e bambini potessero sostare, negoziare, ascoltarsi, una dimensione di co-presenza, in cui l’immagine emergesse come traccia di una relazione”.